Alimentazione Enogastronomia

I cibi trendy del 2018: meno sushi più cous cous. E fiori per decorazioni

Liste compilate da Whole Food e BBC Good, senza sottovalutare la lista dei Novel Food promossa dall’Unione Europea

Quale sarà il cibo trendy del 2018? Saremo ancora tutti pazzi per il sushi o proveremo nuove sensazioni mangiando insetti? E la cucina italiana, come andrà? Partendo dalle liste compilate da Whole Food e BBC Good, senza sottovalutare la lista dei Novel Food promossa dall’Unione Europea e in via di recepimento, è stato possibile stilare una possibile classifica dei cibi che nel 2018 dovremmo assolutamente mangiare (o mangiare di nuovo). Nelle nostre tavole e nei ristoranti, secondo queste stime, non mancheranno i cibi essiccati. Potrà sembrarvi strano ma in realtà si tratta di un ritorno alle origini, visto che in passato era in uso nelle famiglie essiccare frutta e verdura per conservare meglio gli alimenti. Si tratta di un modo ecologico e green per evitare sprechi e recuperare cibo da utilizzare soprattutto come decorazioni per piatti o snack salutari. Il cibo essiccato, dunque, sarà uno degli alimenti trendy del 2018, insieme ad alimenti particolarmente nutrienti e superiori alla media fino a qualche anno fa sconosciuti o inutilizzati, come ad esempio la moringa, l’alga spirulina, o il maca come viene chiamato il ginseng peruviano.

Nel 2018, utilizzeremo meno zucchero. Già negli ultimi tempi è in calo l'uso dello zucchero raffinato bianco a vantaggio di sciroppo di datteri, stevia e sorgo. Utilizzeremo, inoltre, più bevande analcoliche: secondo un recente studio della BBC non ci sono dubbi: il 2018 sarà l’anno del té. Ma ciò vale anche per i Paesi fuori dall'Inghilterra? Andranno forte in estate acque aromatizzate come, per esempio, l’acqua di cocco. Per chi, invece, è amante fedele di té, infusi e tisane, si conferma il successo del matcha. Il 2018 sarà l'anno in cui evitare gli sprechi alimentari: sia chef stellati sia i consumatori, sono sempre più sensibili a questa importante tematica. Contemporaneamente si registra anche una maggiore sensibilità ai cibi locali, al rapporto diretto tra produttore e consumatore, e ad una preferenza per chi sceglie la via della trasparenza nella presentazione degli alimenti, rendendo esplicita la filiera produttiva.

Quest'anno, la cucina non parlerà più giapponese, ma arabo: Le previsioni degli esperti ci portano tutti in Medio Oriente: saranno i sapori di Marocco, Tunisia, Egitto, Libano e Turchia a fare capolino nella nostra cucina. Sono millenni che ricette, spezie e ingredienti vengono commercializzati tra le varie sponde del Mediterraneo. Anche la cucina degli arcipelaghi, dell'Indonesia e delle Filippine avrà un certo riscontro all'estero, sempre alla ricerca di nuovi sapori: a sentire gli esperti del settore, nel 2018 avremo modo di scoprire cucina coreana, filippina, indonesiana e addirittura delle Hawaii. Piatto tipico, infatti, è la Pokè Bowl, un’insalata di pesce crudo, facile da personalizzare, sana e gustosa.

I fiori, inoltre, saranno sempre più utilizzati per decorare i piatti. Non solo fiori di zucca, ma anche fiori eduli, ricchi di proteine, vitamine A e C, e sostanze antiossidanti. Gli insetti sono stati inseriti nella lista dei “Novel food” dell’Unione Europea e, in particolare, nel Regolamento 2015/2283: questa norma permette l’impiego alimentare degli insetti e dei loro derivati. Non in Italia però, almeno per ora, come ha specificato il Ministero della Salute con una nota dell’8 gennaio 2018, che spiega che la commercializzazione degli insetti “potrà essere consentita solo quando sarà rilasciata a livello UE una specifica autorizzazione in applicazione del regolamento”. Per quanto riguarda la cucina italiana, pare che il piatto più trendy sarà la pasta all'amatriciana: un vergreen della cucina romana.
pasta amatriciana. I Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dei beni culturali e del turismo hanno decretato che il 2018 sarà l’anno nazionale del cibo italiano. Tra l'altro, l'amatriciana è candidata anche come patrimonio dell'UNESCO.