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Meditazione: come praticarla per combattere lo stress

Uno degli strumenti principali che possediamo per smarcarci e sollevarci dall’impegnativo carico emotivo in cui siamo continuamente implicati è il sonno

Vi siete mai fermati a riflettere su quel fenomeno che comunemente additiamo alla voce stress? A quali effetti realmente propaghi sull’equilibrio del nostro organismo?

Bene, provate a immaginare la vostra mente, il vostro equilibrio psico-fisico, come una lavagna dalla superficie sgombra che ogni mattino si prepara ad essere riempita. Immaginate che ad ogni esperienza vissuta durante la vostra giornata corrisponda un certo disegno sulla lavagna. Vi sarà un preciso disegno per il momento della colazione; un altro per il momento del viaggio in tram o in macchina; un altro ancora per l’incontro casuale con un amico; per i momenti trascorsi al lavoro, e così via.

Ecco, sforzatevi adesso di osservare il complesso dei disegni sulla lavagna come fossero le impressioni rilasciate su di noi dalle nostre esperienze quotidiane. Ne risulta una visione gonfia e complessa che il nostro sistema nervoso si trova costantemente a dover elaborare e gestire.

Uno degli strumenti principali che possediamo per smarcarci e sollevarci dall’impegnativo carico emotivo in cui siamo continuamente implicati è il sonno. Durante il riposo infatti le tensioni tendono a dissiparsi e le impressioni a scostarsi.

Il sonno si rivela però spesso insufficiente per rimetterci completamente dall’apprensione dei giorni precedenti ed è proprio questa spinta, questo sforzo implacabile che ci sentiamo addosso che definiamo stress. Quest’attivatore di cortisolo – conosciuto appunto come ormone dello stress – che strenuamente ci mantiene sull’attenti. Esiste un modo per uscirne?

Be’ sì, la risposta è la meditazione.

Quando parliamo di meditazione non dobbiamo figurarci per forza il magnetico om dei monaci tibetani, o l’isolamento costretto di un eremo. La meditazione va piuttosto compresa nel suo essere un’antichissima pratica di concentrazione, una sorta di auto-disciplina volta al raccoglimento nel «qui ed ora», al «fare vuoto».

Vi sono più e più stili di meditazione tutti incentrati sull’importanza quotidiana della pratica – si parla di un tempo che va da un minimo di dieci minuti a trenta minuti al giorno – che deve scandire durante le nostre giornate frenetiche quello spazio che ci prendiamo per noi, quel frangente di tregua che ci esorti a ritrovarci, a rilassarci, a sospendere per qualche intenso minuto la lotta contro il tempo.

Per tutti i neofiti della meditazione uno tra i modi più efficaci per riuscirvi è senza dubbio la possibilità della meditazione guidata. Come funziona? È molto semplice, spostatevi anzitutto in luogo tranquillo e silenzioso e assicuratevi di assumere – su una sedia o per terra a vostro piacimento – una posizione in cui la vostra schiena sia ben eretta, come se il vostro capo fosse appeso con un filo invisibile al soffitto. A questo punto sbizzarritevi con le meditazioni guidate disponibili su youtube – ce ne sono di notevoli – oppure procuratevi uno di quei cd disponibili in tutte le librerie. Immergetevi nel calore della voce che vi guida al ritmo del vostro respiro e cominciate il vostro viaggio interiore. Lasciate che i vostri pensieri più ansiogeni si librino in volo lontani da voi.

Procedendo in tal modo per almeno una settimana dovreste già riscontrare benefici significativi a livello di memoria, concentrazione e soprattutto benessere.
 

È la parola di uno tra i campioni più vincenti del poker degli ultimi anni, Stephen Chidwick, a confermarcelo. La meditazione praticata quotidianamente, ha dichiarato il campione, lo aiuta a mantenere il focus durante i tornei. Abitudine emulata da gran parte del mondo sportivo, si veda ad esempio il noto tennista serbo "Nole” Djokovic, che predilige una forma di meditazione chiamata "mindfulness”, un tipo di raccoglimento che attribuisce altrettanta importanza all’allenamento fisico.

Ma oltre la meditazione guidata e la mindfulness è in voga da qualche anno un tipo di meditazione dal sapore ben più esoterico, "la meditazione trascendentale”.
 

Quest’ultima, sostenuta e praticata da ormai molto tempo dalla mente geniale di Twin Peaks, il regista David Lynch, muove dal presupposto che la possibilità di un raccoglimento trascendentale sia naturalmente parte dell’essere umano. Riscoprirla è uno tra i compiti più importanti a cui l’uomo deve tendere. Definita da molti l’arte suprema per conoscere se stessi, molti studi ne confermano i riscontri positivi in particolar modo rispetto a tutte le patologie legate all’ansia e allo stress.

A voi la scelta!
 

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