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Insulina e cronodieta. Cosa mangiare e quando

Insulina e cronodieta, le indicazioni su cosa mangiare e a che ora. L'importanza della colazione. Evitare i carboidrati a cena. Il picco glicemico.

Insulina e cronodieta. Si definisce insulino-resistenza la condizione clinica in cui l'insulina esercita un effetto biologico inferiore a quello atteso; tali difetti sono eterogenei e possono coinvolgere il recettore insulinico o il sistema di trasduzione del segnale cellulomediato. Quando si parla di insulino-resistenza si fa riferimento prevalentemente al metabolismo del glucosio e agli effetti dell'insulina a livello epatico e muscolare. L'insulino-resistenza ha come prima conseguenza la ridotta tolleranza ai carboidrati, che è un fattore di rischio per complicanze croniche, soprattutto a carico dell'apparato cardiovascolare. È stato accertato che i soggetti con RTC, in una percentuale di casi che può arrivare sino al 30%, progrediscono verso il diabete tipo 2. 

L'insulino-resistenza e la sindrome metabolica sono state considerate per anni condizioni associate all'età adulta, ma recentemente è emerso il problema anche nella popolazione infantile e negli adolescenti, in relazione all'aumento dell'incidenza di obesità e soprappeso. I dati pubblicati dal Ministero della Salute in Italia mostrano che l'obesità pre-adolescenziale e adolescenziale presentano un tasso di incidenza tra i più alti d'Europa. L'aumento dell'incidenza di obesità e di insulino-resistenza nell'età infantile sono ritenute le cause principali del cambiamento dell'epidemiologia del diabete dell'età evolutiva.

Fino ad alcuni anni fa, la più frequente forma di diabete mellito nei bambini e adolescenti era il diabete tipo 1; negli ultimi anni si sta assistendo ad una inversione di tendenza con aumento dell'incidenza di diabete tipo 2, in particolare in soggetti obesi o gravemente obesi. L'aumento della prevalenza della sindrome metabolica e del diabete tipo 2 nei bambini ed adolescenti è motivo di grande preoccupazione sociale e potrebbe essere evitata modificando lo stile di vita e l'alimentazione.

Nelle persone sane il controllo glicemico dipende dalla tipologia e frequenza dei pasti ed è regolato in primis dalle funzioni dell'ormone insulina e secondariamente da glucagone, cortisolo, TSH, GH. L'insulinemia non è costante, ma varia sensibilmente in relazione allo stato nutrizionale. Dopo un pasto i valori insulinemici aumentano sensibilmente, per poi ritornare ai livelli basali nelle due ore successive. Il picco raggiunto è tanto più consistente quanto maggiore è la glicemia, determinata a sua volta da quantità e tipologia degli zuccheri introdotti. I grassi e le fibre si oppongono ad eccessivi rialzi dell'insulinemia rallentando i tempi di digestione del pasto e la velocità di assorbimento intestinale degli zuccheri. Il picco insulinemico raggiunto dopo un pasto completo risulta inferiore a quello registrato dopo il consumo di un'analoga quantità di carboidrati scorporata da lipidi e fibre.

La cronodieta per un corretto stile di vita
Il controllo ormonale dal punto di vista cronobiologico è il presupposto sul quale si basa la cronodieta. Storicamente il termine "cronodieta" fu ideato nel 1992 da due medici italiani, Mauro Todisco e Paolo Marconi, ma già in Francia nel 1986 Alain Delabos parlava di chron-nutrition. Tale approccio si è evoluto negli anni ed è oggi alla base di numerose ricerche scientifiche sull'alimentazione ed il dimagrimento. In base a questa evidenza, l'assimilazione dei nutrienti e le conseguenti variazioni metaboliche dipendono e variano a seconda dei ritmi circadiani ormonali. Alcuni ormoni favoriscono fisiologicamente l'accumulo di grasso corporeo e la perdita di tessuto muscolare (quindi hanno un effetto anabolico sulla massa grassa e catabolico sul massa magra), altri al contrario favoriscono l'incremento di massa muscolare e perdita di grasso (anabolismo muscolare e catabolismo massa grassa). I diversi alimenti possono influenzare gli uni o gli altri in base alla loro natura (carboidrati, lipidi, proteine) e in base al momento del giorno in cui vengono assunti e quindi possono indurre nel tempo un accumulo di grasso corporeo con conseguente sovrappeso ed obesità.

Il primo e basilare concetto è spostare a colazione e pranzo la quota alimentare più consistente a favore di una cena frugale e povera di carboidrati. Al mattino il fisiologico aumento di insulina permette l'utilizzo ottimale dei carboidrati, inoltre la sua azione liposintetica e anabolica è contrastata dal cortisolo che ha la sua acrofase proprio nella prima parte della giornata: i carboidrati del mattino vengono facilmente trasformati in energia. La colazione diventa il pasto più importante in cui fornire all'organismo tutti i nutrienti, in particolare la quota di carboidrati per favorire la produzione di energia (elevato cortisolo, elevata insulina) nella fase diurna. Nelle ore serali e notturne al contrario il profilo ormonale (elevato GH, bassa insulina) che si instaura non è favorevole al consumo di carboidrati quanto invece all'utilizzo dei grassi a scopo energetico e proteine necessarie alla costruzione di massa muscolare (anabolismo nella fase notturna). Le recenti ricerche in campo neuroendrocrino evidenziano inoltre la necessità di associare in ogni pasto tutti i principali nutrienti. Tale approccio consente di favorire un equilibrio nel funzionamento di insulina e glucagone.

Indicazioni dietetiche
Ogni paziente è stato sensibilizzato rispetto all'importanza di un corretto stile di vita e di una sana alimentazione. Le linee guida seguite per la stesura delle indicazioni alimentari prendono spunto dalla cronodieta, soprattutto per l'importanza di spostare nella prima parte della giornata l'assunzione dei carboidrati.
COLAZIONE.
Varia e abbondante a base di carboidrati (soprattutto complessi e integrali), grassi tra cui olio di oliva, proteine, frutta secca.
META MATTINO. Assumere 1 frutto se se ne sente il bisogno.

PRANZO. Si consigliano carboidrati possibilmente integrali, uniti a proteine e verdure miste.
METÀ POMERIGGIO. Assumere 1 frutto o merenda libera.
CENA. A base di verdure, legumi, carne o pesce, ridurre i carboidrati e, se consumati, preferire quelli integrali. Evitare l'uso di superalcolici, bibite zuccherate, gelati, dolci.