Dimagrimento Perdere peso

Dieta Lemme, come funziona e schema settimanale

La prima fase della dieta Lemme prevede una drastica perdita di peso. Nel corso di questa fase, bisognerà chiamare il Dottor Lemme ogni due giorni per comunicargli tutte le variazioni fisiche

Conosciutissima soprattutto grazie alla popolarità mediatica ottenuta tramite uno dei salotti televisivi più in voga degli ultimi anni, la dieta Lemme è ormai sulla bocca di tutti, e le opinioni a riguardo sono spesso e volentieri contrastanti. Questa dieta prende il nome proprio dal suo ideatore, il Dott. Alberico Lemme, che sul suo sito personale la descrive non come una dieta qualsiasi, bensì più come una "filosofia alimentare". Ma, in definitiva, chi è esattamente questo Dottor Lemme, e cos'ha di tanto speciale per ricevere tutte queste attenzioni?

Alberico Lemme, classe 1958, ha conseguito un diploma ISEF per poi insegnare educazione fisica per 15 anni. Noi tutti lo conosciamo come dietologo dei vip, ma in realtà questo è soltanto un titolo fittizio, in quanto possiede una laurea in farmacia, il che non permette a nessuno di esercitare ufficialmente la professione di dietologo. Nel 2000 fonda "L'Accademia Filosofia Alimentare" a Desio per, citando le sue parole, "insegnare alle donne a curarsi con il cibo e ad usare il cervello al posto della passera". Oltre a questo, è proprietario del "Ristolemme", ha aperto una scuola di cucina e ha anche scritto tre libri: "L'uomo che sussurrava ai ciccioni", "La rivoluzione dimagrante" e, ultimo ma non certo meno importante, "La dieta Lemme". Le sue teorie a proposito di nutrizione e di alimentazione sono alquanto particolari, la maggior parte delle quali tendono ad andare contro tutti i postulati della dietologia di base. Lemme sostiene infatti che bisogna mangiare per poter dimagrire, che la caloria, in realtà, non c'entra niente con l'alimentazione e che frutta e verdura non ci fanno bene, anzi, non fanno altro che il colesterolo e farci ingrassare. D'altra parte, invece, cibi come olio e burro sarebbero altamente consigliati durante il periodo della dieta in modo da poterci assicurare un dimagrimento rapido senza troppa fatica o rinunce. Un'altra strampalata teoria di Lemme riguarda i disturbi del comportamento alimentare; egli sostiene infatti che anoressia e bulimia siano il semplice frutto di squilibri ormonali più che psicologici, ma è risaputo che il farmacista non tiene molto conto della parte psicologica quando si tratta dei suoi pazienti e non, tant'è vero che è solito chiamarli "ciccioni", "ciccioni bugiardi" o altri tipi di insulti riguardanti l'aspetto fisico. Dopo queste premesse, vediamo insieme com'è strutturata questa fantomatica dieta, come funziona e quali sono i cibi consigliati dal cosiddetto esperto.

Cos'è la dieta Lemme e come funziona: cibi consigliati
In teoria, questa dieta non è tanto diversa da tutte quelle considerate "lampo", se non per la quantità di cibo che bisogna ingerire per portarla a termine secondo gli standard dell'ideatore. A quanto pare, seguendola, si può arrivare a perdere 10 kg in un solo mese. Questo percorso alimentare si divide in due fasi: la prima fase della dieta Lemme prevede una drastica perdita di peso, fino ad arrivare appunto a quello ideale. Nel corso di questa fase, bisognerà chiamare il Dottor Lemme ogni due giorni per comunicargli tutte le variazioni fisiche, sia in termini di peso che di centimetri. Durante la seconda fase, anche considerata la fase di mantenimento, si tiene in considerazione principalmente dell'indice glicemico dei cibi, senza nessun conteggio delle calorie o porzioni da dover rispettare, e si fa particolarmente attenzione all'orario dei pasti. Nella dieta di Lemme, infatti, gli orari dei pasti sono fondamentali, ovvero: bisogna far colazione entro le 9.30 del mattino, il pranzo dev'essere consumato tra le 12 e le 14, mentre la cena tra le 19 e le 21. Per quanto riguarda lo spuntino, si può fare tra le 10 e le 11, oppure tra le 16 e le 17.
Secondo questa filosofia alimentare, nella prima fase ci sono alcuni alimenti che sono categoricamente vietati, quali zucchero, dolcificanti, sale, pane, latticini e aceto. La dieta prevede invece il consumo di pasta e carboidrati a colazione, mentre a pranzo e cena si preferiscono carne o pesce, da scegliere in base all'apporto proteico che danno. Per quanto riguarda le bevande, sono consentite solo acqua, caffè e tè, senza zucchero. Frutta e verdura sono, ovviamente, da eliminare. Gli alimenti possono essere introdotti nel nostro corpo in maniera illimitata, sempre per lo stesso concetto secondo il quale le calorie non sono importanti, anzi, bisogna prestare attenzione al valore biologico del cibo. Dopo questo periodo, che può variare da paziente a paziente, c'è ovviamente la seconda fase, quella dell'educazione alimentare, della durata di tre mesi. In questa fase il paziente segue un regime alimentare di mantenimento durante il quale si reintroducono determinati alimenti in modo tale da rendere il dimagrimento stabile e non ricadere nelle "cattive abitudini" o in un improvviso aumento della massa corporea.

Dieta Lemme: la dieta non bilanciata
Normalmente, una dieta bilanciata dovrebbe non far perdere più di 4 kg al mese, riducendo la massa grassa e preservando quella magra. Invece, la dieta Lemme può arrivare addirittura a far perdere 10kg in un mese, il che potrebbe invogliare chiunque a seguirla, se non fosse che dietro l'angolo, oltre alla perdita di tessuto adiposo, si nasconda un'aggravante pericolosa per l'organismo: la riduzione di muscoli e tessuti nobili, che possono causare la comparsa di inestetismi del derma, quali cellulite e pelle flaccida. Come da cultura generale, il consumo di frutta e verdura è consigliatissimo, specialmente nel periodo estivo, per favorire l'apporto di quel quantitativo di acqua e sali minerali necessari all'organismo, e non solo. Tuttavia, quanto poc'anzi esposto è confutato dal dottor Lemme, poiché convinto sostenitore del fatto che tali alimenti comportino un aumento di peso. Una problematica da non sottovalutare è l'apporto calorico, in particolare quello proteico, derivante dalla sua dieta, siccome inficia in maniera preponderante su reni e fegato. Sono diversi i personaggi pubblici che hanno seguito questo regime alimentare e fra questi figurano Manuela Arcuri, Platinette, Enrico Brignano, Max dei Fichi d'India, Flavio Briatore, Paola Perego e Silvio Berlusconi. Alcuni dei VIP di cui sopra hanno lamentato problemi quali il recupero dei chili persi e gotta (una malattia del metabolismo caratterizzata da attacchi ricorrenti di artrite infiammatoria acuta con dolore, arrossamento e gonfiore delle articolazioni). Questo tipo di dieta, nonostante riduca il peso in maniera repentina, può quindi causare non pochi problemi all'organismo e non è stata ideata nemmeno da un vero e proprio dietologo. Da tutto questo, bisognerebbe imparare che non tutte le soluzioni a breve termine, specialmente se si parla di alimentazione, sono sempre quelle giuste, e che se si vuol dimagrire bisognerebbe affidarsi a chi davvero se ne intende, che offra soluzioni più giudiziose in maniera competente.