Fitness e salute Minerali

Carenza di ferro? Potrebbe essere spia di mali maggiori

Gli alimenti ricchi di ferro sono i cereali, i funghi, i legumi secchi, le verdure come gli spinaci, la rucola, la cicoria e la bietola, le carni rosse magre e il pesce

Un’alimentazione priva di ferro può provocare problemi seri al nostro organismo come l'anemia. 

La carenza di ferro può essere spia di malattie croniche. Le fasce di popolazione più a rischio sono i bambini e gli over 65, soprattutto anziani che soffrono di patologie respiratorie, cardiovascolari, intestinali.

Oggi a disposizione dei pazienti con carenze di ferro sono disponibili farmaci iniettabili innovativi. Ma prima di far ricorso ad essi non bisogna dimenticare di seguire un’alimentazione sana in cui il ferro non deve mai mancare.

Il ferro è una componente essenziale per l’emoglobina e altri enzimi importanti. L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda l’assunzione di 10 mg di ferro al giorno per gli adulti maschi e 18 mg per le donne per tutto il periodo fertile. Gli alimenti ricchi di ferro sono i cereali, i funghi, i legumi secchi, le verdure come gli spinaci, la rucola, la cicoria e la bietola, le carni rosse magre e il pesce.

Quali sono le cause dell’anemia da carenza di ferro?
L'anemia da carenza di ferro si verifica quando l'organismo non ha livelli di ferro sufficienti a produrre l'emoglobina. L'emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi che si lega all'ossigeno e lo trasporta attraverso il sangue per alimentare muscoli, tessuti e organi. Le cause della mancanza di ferro possono essere diverse:
Emorragie e sanguinamenti. La perdita di sangue, anche se non evidente o interna, può comportare una riduzione dei livelli di ferro. Ciò si verifica di frequente nelle donne in età fertile, durante le mestruazioni. Il sanguinamento può essere anche occulto, lento e cronico, ad esempio quando la perdita di sangue si determina all'interno del corpo, in corrispondenza di una ernia iatale, di polipo del colon-retto, di un’ulcera peptica, per un tumore.
Scarso apporto nell'alimentazione. L'anemia può essere causata da una dieta in cui è drasticamente ridotto l'apporto di ferro. Si tratta di una condizione abbastanza rara, in quanto un'alimentazione varia consente di ricevere il giusto contenuto di ferro, ma può essere collegata a disturbi alimentari o diete troppo drastiche.
Scarso assorbimento del ferro. In alcuni casi possono esserci difetti del metabolismo che non consentono di assorbire a sufficienza il ferro introdotto con l'alimentazione. Questo accade, ad esempio, in presenza di malattie intestinali croniche (colite ulcerosa e morbo di Crohn) o di celiachia, nelle quali il danneggiamento dei villi intestinali compromette la capacità di “estrarre” il ferro dai cibi, di diverticoli, tumori del colon e dello stomaco.
Gravidanza e allattamento. Sono fasi critiche per le riserve di ferro, perché necessitano di un fabbisogno maggiore di ferro per lo sviluppo del feto.
Interventi chirurgici. Gli interventi che hanno prodotto l'asportazione o il bypass di parti del tubo intestinale possono ridurre la capacità di assorbimento del ferro.

Quali sono i sintomi dell’anemia da carenza di ferro?
I sintomi di un'anemia da carenza di ferro cambiano nel corso del tempo. Inizialmente possono essere lievi, perché l'organismo si approvvigiona dai depositi di ferro presenti sotto forma di ferritina. Quando la carenza continua, i sintomi si intensificano e si possono manifestare:
estremo affaticamento e debolezza (astenia)
pallore
irritabilità
mal di testa
insonnia
fiato corto e mancanza di respiro
dolore toracico
vertigini e capogiri
mani e piedi freddi
unghie fragili
perdita di capelli
accelerazione del battito cardiaco
bruciore alla gola
scarso appetito
formicolìo alle gambe.

Ecco alcuni suggerimenti per implementare la presenza di questo minerale nel nostro organismo: Consumare carni rosse magre. Anche pollo e tacchino sono ritenuti fonte preziose di questo minerale; sì al pesce come merluzzo, salmone, tonno. Per assimilare al meglio la minore quantità di ferro presente nei legumi secchi e nei cereali occorre assumere nello stesso pasto alimenti ricchi di Vitamina C (agrumi, pomodori, cavoli, broccoli, peperoni), Vitamina A (tuorlo d’uovo, carote, zucca), cisteina (presente nella carne e nel pesce). Evitare di bere caffè, tè o cacao subito dopo i pasti perché riduce l’assimilazione del ferro. Non associare latte e derivati con alimenti ricchi di ferro perché se ne riduce l’assorbimento nell’organismo.

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1543747182-3-nifosi.jpg