Fitness e salute Cura contro la tensione nervosa

Contro ansia e depressione, il bagno nella foresta

Shinrin-yoku, il bagno nella foresta, è una terapia che teorizza l'importanza di allontanarsi dalla frenesia urbana per tornare alla natura

Shinrin-yoku. In inglese Forest--bathing. Il bagno nella foresta. Non siamo nati per vivere tra il cemento dei muri di una città, per stare immersi nella natura. 

Il forest bathing è stato indicato come uno dei primi trend emergenti del settore benessere. Non si tratta solo del potere rilassante legato al fatto di trovarsi nel verde, ma di una cura che coinvolge diversi sistemi del nostro organismo. Il fogliame e il legno degli alberi, infatti, rilasciano oli essenziali e sostanze aromatiche che esercitano un effetto benefico rinforzando il sistema immunitario e favorendo un abbassamento della pressione arteriosa nei soggetti ipertesi.

Il “bagno di foresta” è diffuso in Giappone fin dagli anni Ottanta e è ormai considerato uno dei capisaldi della medicina preventiva. Si abbassono i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, la frequenza cardiaca diminuisce, così come scendono la pressione arteriosa e i livelli di zucchero nel sangue, si riduce il rischio di ammalarsi di depressione, si placano gli stati di collera, migliora persino la creatività. Il merito è della migliore ossigenazione che si ottiene camminando nel bosco, ma anche all’effetto dei monoterpeni, sostanze aromatiche rilasciate dalle foglie degli alberi, e dei fitoncidi, oli essenziali presenti nel legno, che gli alberi rilasciano sotto forma volatile per difendersi dai parassiti.

Per trarre beneficio dal forest bathing occorre restare immersi nel bosco almeno per quattro ore, percorrendo una passeggiata di almeno 5 chilometri, alternando il cammino a momenti di riposo e di rilassamento. Per un vero “bagno” occorre anche respirare profondamente usando il diaframma come si fa nello yoga e assorbendo tutti gli aromi del bosco, abbandonarsi all’ascolto dei suoni e delle voci del bosco, contemplare tutte le diverse sfumature del verde del fogliame, per una vera immersione che coinvolge tutti i sensi. Per stimolare il tatto è bene anche toccare la corteccia degli alberi, o addirittura abbracciare il tronco, cercando di percepirne la superficie e di assorbirne l’energia. 

I nostri sensi, quando ritornano fra i campi, sono potenziati, perché ricevono stimoli nuovi e inediti, soprattutto per una civiltà abituata a passare gran parte del proprio tempo in un ambiente urbano o domestico. È l’effetto di rilassamento, di pace e di equilibrio che si prova quando si ascolta il rumore del vento tra gli alberi, quando si annusa il profumo delle foglie bagnate dalla pioggia. 

La natura riesce a far risuonare le corde dei nostri istinti primordiali, risvegliando il profondo legame dell’uomo con la natura. Questo spiega anche la sensazione che ciascuno di noi ha provato una volta tornato da un’escursione in montagna, che si traduce nel bisogno fisico di farlo di nuovo, di camminare nuovamente nella natura. Non è dipendenza, ma di un richiamo forte, che fa leva sul nostro Io più primordiale.

Ci sono alcune culture particolarmente attente al legame tra l’uomo e le sue origini che, nonostante il progresso, hanno saputo conservare intatta la memoria e il valore di alcune tradizioni benefiche per il corpo e lo spirito dell’uomo: il Giappone. Alcune di queste tradizioni sono state studiate e approfondite dalla scienza, diventando vere e propri strumenti di cura medica. Come nel caso della pratica dello Shinrin-yoku.

E' una terapia che teorizza gli effetti positivi derivanti da una completa immersione in un bosco o in una foresta. Un contatto con questi ambienti che però deve essere attivo e privo di distrazioni. È importante passare una giornata completamente immersi nel verde, concentrandosi sui suoni della natura, i suoi profumi, cercando il contatto con gli alberi e le piante, così da permettere a tutti i nostri sensi di affinare le proprie percezioni.

Il cammino fa bene al cuore, al diabete, all’apparato respiratorio e combatte le sindromi ansiose e depressive. Il trekking, o un’escursione in un bosco, corrisponde ad una pratica naturale di aromaterapia e di stimolazione sensoriale. 

Le resine che gli alberi producono nel loro ambiente naturale, i boschi, sono per lo più costituite da terpeni. Queste sono molecole lipidiche protagoniste di moltissimi rimedi erboristici tradizionali. Gli ambienti naturali complessi, come i boschi, costituiscono un bacino incredibile di varietà di terpeni, che in base alla loro peculiare struttura e aroma, hanno funzioni positive molto diverse sul nostro organismo.

Una giornata di cammino in un ambiente montano o boschivo ci permette di entrare in contatto con moltissime varietà di queste sostanze naturali. Uno dei loro punti di forza è, infatti, la grande biodisponibilità, che ci permette di assorbirli attraverso la respirazione, l’ingestione e oppure attraverso il contatto cutaneo. L’azione combinata di queste varietà di terpeni agisce sulla pressione sanguigna, sulla diminuzione dello stress, oltre che sui meccanismo dell’ansia e della depressione, con un effetto distensivo e calmante.

Ecco perché Shinrin-yoku è prescritto, non solo per agire su stati ansiosi e depressivi, ma anche nel recupero da un intervento chirurgico o da una malattia, nel miglioramento del sonno e per l’aumento del livello di energia. Non solo, sembrerebbe in grado anche di intervenire su uno dei “grandi nemici” dei giovani oggi, vittime dello stress e della vita frenetica, ovvero l’ADHD cioè la sindrome di iperattività e l’incapacità di concentrarsi.