Fitness e salute Sideropenica

Come riconoscere l'anemia da carenza di ferro

Stanchezza e affanno le altre spie

L'anemia da carenza di ferro interessa circa una persona su quattro, dai bambini agli anziani. Ma spesso sono le donne in età fertile quelle che vi vanno incontro con più facilità, complici cicli mestruali abbondanti e/o prolungati, così come la gravidanza, fase della vita in cui il fabbisogno di questo prezioso minerale risulta maggiore.

Il ferro ha un ruolo importante in diversi processi biologici. In particolare questo elemento fa parte della struttura di alcune proteine, tra cui l’emoglobina, che si trova nei globuli rossi e consente di trasportare l’ossigeno dai polmoni al resto dell’organismo e di eliminare l’anidride carbonica. Il ferro presente nell’organismo deriva in parte dall’alimentazione e in parte dalla degradazione dei globuli rossi invecchiati. Questo elemento è sempre legato a proteine specifiche che servono per immagazzinarlo (ferritina) e per trasportarlo (transferrina), perchè altrimenti sarebbe tossico.

Le cause dell’anemia sideropenica

La carenza di ferro che è alla base dell’anemia può derivare da un’aumentata perdita di questo minerale, da un maggiore fabbisogno, da un ridotto apporto con l’alimentazione nonchè da un minore assorbimento. Nelle donne in età fertile la causa più comune sono le mestruazioni abbondanti, che determinano significative perdite di sangue e quindi di ferro. Ma l’aumentata perdita di ferro può essere legata anche ad alcune patologie, dalle diffuse emorroidi, che causano sanguinamenti piccoli ma ricorrenti, alle ulcere gastriche.

Durante la gravidanza, le donne hanno invece un maggiore fabbisogno di questo minerale che devono condividere con il feto e il ferro assunto con la dieta può non essere sufficiente. Talvolta possono esserci carenze alimentari. Ciò accade tipicamente nelle popolazioni che soffrono la fame, ma può verificarsi anche nei Paesi occidentali in chi segue diete drastiche o soffre di anoressia o bulimia. Negli anziani, l’anemia è spesso conseguenza di più problematiche, dalla malnutrizione alla contemporanea presenza di malattie che possono ridurre l’assorbimento del ferro.

Le manifestazioni tipiche dell’anemia sideropenica sono il colore pallido della pelle e delle mucose, affaticamento e spossatezza anche a riposo, mancanza di fiato per minimi movimenti, mal di testa, fragilità delle unghie, irritabilità e perdita dei capelli. Se l’anemia si instaura all’improvviso (per esempio in seguito a un sanguinamento importante) i sintomi sono subito riconoscibili. Quando invece l’anemia si sviluppa in modo graduale, i disturbi sono in genere più sfumati: spesso il paziente non si rende conto di nulla perchè l’organismo si è adattato nel tempo. In questi casi, non è raro scoprire di essere anemici in occasione di analisi del sangue eseguite per altri motivi.

Cosa fare per rimediare a un’anemia da carenza di ferro?
Il primo passo è riconoscere l’anemia e individuarne la causa: l’integrazione di ferro può dare risultati solo se si interviene alla radice. Esistono diversi prodotti a base di ferro che in alcuni casi può essere somministrato anche per via endovenosa per favorirne un maggiore assorbimento.