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Vitamina D, rinforza le ossa, ma anche i neuroni

Vitamina D, l’80% degli Italiani ne è carente e il bisogno diventa ancora maggiore con l’aumento dell’età

In Italia l'80% della popolazione è carente di Vitamina D. Lo afferma la Siommms, la Società italiana del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro. Un autentico allarme, soprattutto per le donne con qualche anno in più, che si devono guardare dall'osteoporosi. Inoltre, il bisogno di questa vitamina diventa via via maggiore, anche perché progressivamente si riduce la capacità della nostra pelle di sintetizzarla. Parlare di vitamina D ha senso soprattutto adesso, quando il nostro Paese è ormai entrato in quello che può essere definito l'inverno della vitamina D, ovvero il periodo dell'anno in cui, alle nostre latitudini, è impossibile sintetizzarla attraverso la luce del sole e può rivelarsi necessario il ricorso a un'integrazione. Ma la vitamina D si sta rivelando importante non solo per il benessere delle ossa: studi recenti ne stanno mettendo in luce un ruolo antiaging decisamente più ampio.

Possiede un ruolo neuro protettivo

La vitamina D ad esempio, ha funzioni neuro protettive: una ricerca dell’università de Kuntuky ha evidenziato che una sua scarsa disponibilità espone le sue proteine celebrali a un maggior attacco dei radicali liberi. Poca vitamina D inoltre altera le trasmissioni di impulsi nervosi e la plasticità sinaptica, ovvero la capacità del nostro cervello di restare efficiente. Un numero crescente di studi indica che la carenza di vitamina D associata a malattie neurodegenerative, come la demenza o l’Alzheimer, a una vasta gamma di disturbi che toccano la sfera psichica, come ansia e depressione , dal momento che questo nutriente interviene nella sintesi della serotonina, l’ormone della felicità e del buonumore.

Serve a tutto il corpo

Più si studia la vitamina D più si scopre quanto sia importante a ogni distretto corporeo. Serve ad esempio, per aumentare le fibre muscolari, frenando quella progressiva perdita di massa muscolare che inizia oltre ai 40 anni. Particolarmente importante è la scoperta della sua funzione metabolica: la vitamina D favorisce la corretta funzionalità della tiroide e influenza il modo in ci metabolizziamo i carboidrati, ovvero gli zuccheri, causa di aumento d peso, ma anche nutrienti chiave nell’emergere di patologie come il diabete e la sindrome metabolica. E’ stata riscontrata inoltre una corrispondenza fra bassi livelli di vitamina D e una più alta incidenza di ictus ed eventi coronarici, mentre la sua presenza mantiene efficace il sistema immunitario, poiché favorisce l’attività dei macrofagi, le cellule che sono incaricate di difenderci da virus e batteri che ci fanno ammalare.

Come farne scorta

La quantità di vitamina D assimilata dal corpo è indicata in Unità Internazionali (UI). Secondo le autorità sanitarie, il fabbisogno giornaliero di vitamina D si aggiorna intorno ai 600 UI (che salgono a 800 UI negli anziani). Questa vitamina può essere assunta, vista la sua scarsità negli alimenti, anche con integratori in pastiglie o gocce a bassi dosaggi. In genere sono formulati utilizzando la vitamina D3, la più efficace e di più facile assimilazione. Per verificare la carenza di questo nutriente è necessario eseguire un esame del sangue. In questo caso, per colmare il deficit, il medico può prescrivere dosi concentrate di questo nutriente, con un limite da rispettare fissato in 4000 UI al giorno.

La relazione con i tumori

Uno studio Giapponese ha mostrato come le donne che avevano livelli corretti di vitamina D possedevano anche un rischio inferiore di sviluppare cancro al seno. Il legame tra vitamina D e prevenzione del carcinoma mammario è stato confermato anche da uno studio Brasiliano.

I cibi che la contengono

La vitamina D è contenuta nelle uova, nei latticini e nei pesci “grassi” come il salmone, lo sgombro, e l’aringa. E’ praticamente assente nei vegetali, ma viene aggiunta ad esempio al latte di soia o altre bevande vegetali.