Alimentazione Cibo per la mente

La dieta del cervello longevo

Più memoria, sinapsi più efficienti, una maggiore plasticità mentale? Basta portare in tavola quegli elementi che assicurano il corretto funzionamento del nostro organo più prezioso. Che ama anche i grassi

Il cervello pesa, in media, un chilo e mezzo. Sembra poca cosa, per un organo che fa da regista a tutta la nostra vita, con i suoi 86 miliardi di neuroni, che aprono e chiudono in media 10 mila strade di collegamento, in un intricata rete che ci permette di respirare, mangiare, amare, memorizzare, ragionare. In questa sorta di centralina con il passare degli anni è normale che qualche connessione risulti più lenta o poco praticabile; è un processo simile a quello che avviene in tutto il nostro corpo, a cominciare dai muscoli. La cosa bella è che, però, è possibile aprire vie alternative per garantire la piena funzionalità e, così come avviene per i muscoli, possiamo tenerlo in forma, allenarlo e rallentarne il declino. Per prima cosa, dobbiamo nutrirlo bene.

Sono tantissime le ricerche che dimostrano come una dieta bilanciata e leggera porti risultati notevoli. Secondo uno studio americano già dopo le prime settimane di una dieta con i giusti nutrienti migliorano memoria e concentrazione e, a lungo termine, rallenta il declino celebrale. Ma cosa ama mangiare il cervello? Per anni abbiamo sentito dire che ha bisogno di zucchero, ma non è proprio così. E’ vero che alle cellule celebrali serve il glucosio, ma nella forma giusta, e poi sono necessari anche i grassi, è bene ricordarlo.

Il “troppo dolce” lo danneggia

Lo spiega bene Steve Masley, medico nutrizionista, membro dell’American College of Nutrition, nel libro “La dieta del cervello longevo” (edizioni Corbaccio). L’autore traccia un collegamento importante tra cervello e glicemia. “Quando compaiono scelte alimentari che impediscono all’insulina di regolare la glicemia, non diamo adeguato nutrimento alle cellule del cervello, che si rimpiccioliscono e muoiono”. Se mangiamo troppi zuccheri (che significa anche pasta o riso raffinati) l’insulina trasforma lo zucchero in eccesso di grasso e non lo fa arrivare come nutrimento al cervello. Inoltre al lungo andare il corpo diventa progressivamente resistente al messaggio dell’insulina. In questo modo una ridotta efficienza insulinica favorisce l’infiammazione dei nervi, lo stress ossidativo e il danno delle cellule nervose, che invecchiano più velocemente. L’insulino-resistenza o il prediabete – dice Masley – può volere dire il 60% di possibilità in più per sviluppare l’Alzheimer.

Bacche di Goji. Aumentano le neuro connessioni

Le bacche di goji contengono anche un mix unico di polisaccaridi che spingono l’ipotalamo a incitare la produzione dell’ormone della crescita, l’agente principale che fa scattare la rigenerazione cellulare. In essa inoltre presente la colina, una molecola utilizzata dal corpo nella fabbricazione di acetilcolina , neurotrasmettitore indispensabile per la comunicazione tra le cellule celebrali. Le bacche di goji possono essere consumate fresche o essiccate.

Da evitare l’eccesso di zuccheri, di pasta e riso raffinati: influenzano negativamente la glicemia e aumentano il rischio di Alzheimer.

Cacao Amaro. Migliora la performance celebrale

Il cacao fa bene alla mente e non solo perché la sua bontà ci tira su di morale. Ricerche recenti hanno dimostrato che otto settimane di assunzione giornaliera di cacao ottimizzano i risultati dei test cognitivi negli adulti. Attento, però: scegli cacao scuro non trattato che contiene fino al 10 per cento del suo peso in flavonoidi. Prepara una crema da spalmare sul pane. Stempera il cacao amaro con acqua o latte vegan, finché non ottieni una crema densa e usala con le fette biscottate.