Alimentazione

La vitamina B12

Se c’è poca B12 i globuli rossi si ingrossano e il trasporto del sangue non è più efficiente: il risultato è un’anemia che porta a sintomi molto comuni come stanchezza e debolezza muscolare

E' conosciuta come la vitamina «dei vegani», quella che rischia di scarseggiare se si escludono del tutto dalla dieta gli alimenti di origine animale. Ma i deficit di vitamina B12 sono possibili anche in altre situazioni, meno note: un caso è la terapia cronica con alcuni farmaci, come gli antiepilettici, i fibrati per il colesterolo alto, la metformina per il diabete o i diffusissimi antiacidi utilizzati per ridurre l’acidità gastrica, per esempio l’omeprazolo.

Tutti questi medicinali interferiscono con l’assorbimento della vitamina B12, che avviene principalmente nello stomaco, e se sono utilizzati per lunghi periodi possono portare a un’insufficienza più o meno consistente che è rischiosa per la salute e ha conseguenze negative in qualche caso poco conosciute: uno studio su oltre 2500 adulti pubblicato sul Journal of Bone and Mineral Research, per esempio, ha dimostrato una correlazione fra la carenza di vitamina B12 e una riduzione significativa della massa ossea, con un incremento del pericolo di osteoporosi. Poca vitamina B12 si associa anche a un rischio di depressione doppio rispetto a chi non ha deficit, stando a dati raccolti su donne over 65 dal National Institute of Aging statunitense: questa vitamina è infatti essenziale per il benessere del sistema nervoso e quando scarseggia può provocare disturbi di memoria e cognitivi. Inoltre, se c’è poca B12 i globuli rossi si ingrossano e il trasporto del sangue non è più efficiente: il risultato è un’anemia che porta a sintomi molto comuni come stanchezza e debolezza muscolare, ma anche ulcere all’interno della bocca, lingua arrossata e dolente, disturbi della visione e dell’andatura, formicolii. Una carenza grave puo? dare problemi di sterilita? o complicazioni in gravidanza, per questo le donne in eta? fertile dovrebbero assicurarsi un buon apporto di vitamina B12.

Che però è essenziale per tutti. Purtroppo le carenze sono sempre più frequenti per la diffusione di scelte alimentari che escludono del tutto dalla dieta i prodotti animali, i più ricchi di vitamina B12: così il British Medical Journal di recente ha parlato di «moderna pellagra» riferendosi alla carenza di B12, raccontando il caso di una vegana arrivata in ospedale a Melbourne con i segni sulla pelle di un deficit molto grave, da ampie placche cutanee a ferite che non guarivano. Può essere difficile accorgersi della carenza, perchè i sintomi compaiono spesso quando il deficit è considerevole; tuttavia secondo l’US Preventive Task Force uno screening per valutare i cessario, a meno di non appartenere a una categoria a rischio perchè, appunto, per esempio si è vegani, si usano in cronico farmaci che influenzano l’assorbimento della vitamina o si hanno più di 75 anni di età.

La buona notizia è che nella maggior parte dei casi basta una dieta equilibrata per non avere problemi, anche perchè secondo un recente studio danese su Nutrients la vitamina assunta coi cibi, anche quelli fortificati con B12, è meglio della B12 presa sotto forma di integratore. Una buona quantità di B12 si trova in cibi di derivazione animale come carne, uova, latte e latticini, ma anche nelle vongole o in pesci come sardine, tonno o salmone; per i vegani un’opportunità arriva dagli alimenti fortificati con vitamina B12, come i cereali o il latte di soia. Va detto che molti lo hanno capito: dati raccolti di recente su onnivori, vegetariani e vegani svizzeri mostrano che il deficit di B12 ha una prevalenza simile nei tre gruppi, a indicare che anche chi sceglie di evitare tutti gli alimenti animali ha una buona consapevolezza della necessità di fare particolare attenzione a un buon introito della vitamina da fonti diverse.