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Grasso addominale, cosa lo causa?

Cosa lo causa? Il calo degli estrogeni, troppi zuccheri e lo stress

Quali sono le cause del grasso addominale? A spiegare l'accumulo di grasso sulla pancia esistono dei fattori legati allo stile di vita, che valgono per tutti, e altri collegati, soprattutto per il sesso femminile, all'età, che portano a “cambiare forma”. Le donne nel periodo fertile, accumulano riserve adipose su cosce e fianchi: è la cosiddetta costituzione''ginoide'', dovuta al fatto che gli estrogeni guidano il grasso verso la parte bassa del corpo. Questi accumuli producono meno fattori di infiammazione e non sono così ''invecchianti''. Ma con il passare del tempo le cose cambiano. La riduzione degli estrogeni, che inizia intorno ai 40-45 anni, porta le donne ad accumulare grasso sulla pancia, facendo diventare frequente, anche nel sesso femminile, la costituzione ''androide'' tipica degli uomini. Per questo la pancia è uno dei possibili (ma evitabili) effetti collaterali della menopausa.

Fondamentale è cosa mangi

Il fattore principale che spiega la presenza di grasso addominale è l'eccesso di zuccheri. Una brioche con il caffè al mattino è una colazione fatta di soli zuccheri, così come una pasta al sugo o un risottino in bianco a pranzo o un pacchetto di cracker come snack. E poi ci sono i dolci veri e propri. Bilanciare quest'eccesso di zuccheri è il primo dovere. Come? Riducendo il consumo di pasta, pane, riso e simili e affiancando loro una fonte di fibre (ovvero verdure), di proteine (carne pesce o legumi) o di modeste quantità di grassi buoni.

Attenzione allo stress

Altro fattore che influenza l'accumulo di grasso addominale è lo stress. Anche in questo caso il responsabile è un ormone, il cortisolo che spinge il corpo ad accumulare riserve di grassi sul punto vita. E se pensi di liberarti della pancia con una dieta ferrea o saltando i pasti, cambia idea. Stimoleresti ancor di più la secrezione di cortisolo, ottenendo l'effetto opposto.

Ma come si fa a sapere se si ha troppo grasso addominale? Una semplice bilancia non basta

Molto più utile è un metro da sarta per valutare il girovita. Bisogna misurare appena sopra l'ombelico, nel punto più stretto della vita, restando ben eretti ed espirando in modo da evitare di trattenere il fiato. Nelle donne la soglia di attenzione è posta a 80 cm, mentre l'allerta è sopra gli 88, negli uomini i rischi iniziano a salire dopo i 94 cm e aumentano sensibilmente oltre i 102.

Valuta anche il rapporto vita fianchi

Per identificare meglio la localizzazione del grasso corporeo, i medici utilizzano anche un indice chiamato WHR ("waist-to-hip ratio" ossia “rapporto vita-fianchi"), calcolato dividendo la circonferenza della vita per la circonferenza dei fianchi. La misurazione della circonferenza dei fianchi va presa nel punto più largo del bacino. Va poi fatta la divisione: un valore maggiore di 0.90 per gli uomini e maggiore di 0.85 per le donne segnala un rischio di sovrappeso addominale. Ad esempio una donna che ha una circonferenza di vita di 85 e una di fianchi di 105 otterrà un valore di 1,2 circa, indice di grasso addominale.

I tuoi alleati. Fibre e …Omega 3!

Ci sono due alleati indispensabili nella lotta al grasso addominale. Il primo sono le fibre e soprattutto quelle solubili, che trovi nei vegetali e nella frutta perché, è stato dimostrato, il loro consumo riduce l'assorbimento di zuccheri (e grassi).

Puoi aumentarne l'assunzione con un integratore a base di psillo glucomannano o gomma di guar. Ne basta una capsula prima de pasti. Prendi l'integratore per una settimana, poi lasciane passare una ed eventualmente ripeti l'operazione.

I grassi contro i grassi

Anche gli Omega 3 sono fondamentali contro i l grasso addominale, dal momento che ne contrastano gli effetti negativi, riducendo l'infiammazione che scatenano e aiutando cuore e cervello. Puoi trovarli in capsule e possono essere assunti anche per lunghi periodi.

Lo sapevi che il grasso addominale ti fa venir fame? Le cellule adipose dell’addome sono quelle che sintetizzano maggiormente alcuni ormoni, come la leptina, che regolano l’appetito e il bilancio energetico.

La curiosità in tre ore, i Lipidi arrivano sulla pancia

A “cronometrare” il tempo in cui i grassi che mangiamo si depositano sull'addome sono stati i ricercatori dell’Università di Oxford, che hanno calcolato che in 3-4 ore i lipidi consumati diventano pancetta. Ma c’è un importante differenza: i grassi introdotti al mattino (mangiando ad esempio mezzo avocado, nocciole o yogurt intero), non seguono questa strada, e non si accumulano così in fretta. Quindi meglio consumare più grassi a colazione che a cena.