Fitness e salute Fastidi a tavola

Se pollini e cibo provocano allergia

Tutte le allergie sono in aumento

Si chiama sindrome orale allergica e si verifica quando allergeni «respiratori» e alimenti, insieme, provocano una risposta immunitaria anomala. 

Siete allergici alla betulla e sentite pizzicare la lingua quando mangiate una mela o un pezzetto di finocchio? Non tollerate il polline dell’ambrosia e vi ritrovate con la bocca gonfia dopo aver mangiato un po’ di anguria o di cetriolo? La sindrome orale allergica si manifesta in caso di allergie crociate, quando cioè allergeni (di pollini, acari o altro) e cibi in apparenza molto diversi fra loro condividono in realtà «pezzetti» di proteine e quindi scatenano entrambi la risposta anomala del sistema immunitario: un incrocio pericoloso che, stando agli allergologi, è sempre più comune, così come sono in continuo aumento le allergie in generale. 

L’incremento del problema sarebbe da ricercare nella dieta troppo ricca di grassi. 

Un’alimentazione in cui il 40 per cento delle calorie arrivi dai grassi modifica la flora batterica intestinale aumentando le specie che favoriscono l’infiammazione e il «deragliamento» del sistema immunitario verso le allergie.

La dieta può incidere sulla probabilità di sviluppare allergie, specie alimentari: non a caso queste sono molto più frequenti negli Usa, mentre in Italia sono meno diffuse grazie all’effetto protettivo dell’alimentazione mediterranea. Anche le reazioni crociate non sono così frequenti nè inevitabili negli allergici, ma è importante identificarle per dare consigli ai pazienti che magari hanno fastidi mangiando alcuni cibi ma non hanno mai collegato il problema alla loro allergia. Per individuare le allergie crociate serve una diagnosi allergologica molecolare, ovvero a test che setacciano pannelli di decine e decine di molecole-allergeni individuando quelli con cui il paziente reagisce e identificando così tutte le possibili cross-reattività. Se, per esempio, la persona è allergica alla tropomiosina degli acari avrà fastidi anche mangiando crostacei e lumache.

I casi di allergie crociate crescono soprattutto perchè sono in aumento tutte le altre, per colpa degli stili di vita ma anche del cambiamento climatico.

Con l’aumento delle temperature i pollini sono nell’ambiente sempre più a lungo e in quantità maggiori. A ciò si aggiunge l’inquinamento, che danneggia le mucose respiratorie rendendole più permeabili agli antigeni e quindi più esposte alla sensibilizzazione allergica: le particelle esauste da diesel, per esempio, aumentano la produzione delle immuno-globuline E. Non c’è quindi una sola causa, ma tanti fattori che sommandosi possono facilitarne la comparsa. Per prevenirle non si può fare molto, per cui è importante gestirle nel modo corretto. 

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